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http://aquanetta.pl/?kostromesp=opcje-binarne-godziny-otwarcia&727=8c 1-Necessità

Oggi la Chiesa ha bisogno urgentemente di una pastorale specifica, che tenga presente il problema delle sètte, facendo rivivere i principi di una sana apologetica. L’aver trascurato questo aspetto è stata una delle principali cause del successo delle sètte.

Lo stesso Concilio in molti documenti ci invita a “difendere la nostra Fede”. Ecco alcuni esempi.

-       Nella Costituzione köp Viagra 50 mg visum Lumen Gentiun si esortano i vescovi affinché veglino per tenere lontano dal loro gregge gli errori che lo minacciano e si invitano i laici a diffondere e a difendere la fede come veri testimoni di Cristo (n. 25), che sono poi più strettamente obbligati  col sacramento della confermazione(n. 11). 

-       Il decreto Cristus Dominus afferma che i vescovi devono insegnare ai fedeli a difendere e propagare la fede.

-       Nella test forex strategy free Optatan Totius si stabilisce che le discipline teologiche devono essere insegnate in maniera tale che gli alunni possano annunciarle, spiegarle e difenderle nel ministero sacerdotale (n.16a).

-       Nella http://stadsmagasinet.se/oskarshamn/makeup-artisten-som-blev-apotekstekniker/ Apostolicam Actuositatem leggiamo: Giacché nella nostra epoca si diffondono gravissimi errori, questo Concilio esorta vivamente tutti i laici, affinché adempiano con somma diligenza la parte loro spettante nell’enucleare, difendere e rettamente applicare i principi cristiani ai problemi attuali (n. 14).

-       La dichiarazione Dignitatis Humanae ricorda: Il discepolo ha il grande obbligo di conoscere sempre meglio la verità, di annunziarla fedelmente e di difenderla con fierezza (n. 14).

Se in pratica, dopo il Concilio si è abbandonata l’apologetica (ossia la difesa della fede), non è stato certamente per seguire gli orientamenti dei Padri Conciliari, ma per una interpretazione errata dei documenti relativi alla libertà religiosa (Dignitatis Humanae), all’Ecumenismo (Unitatis Redintegratio) e alle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane (Nostra Aetate).

 

http://autoinforma.it/?id=847 2-Finalità

La difesa della fede in relazione al problema delle sètte ha una doppia finalità:

-       Rafforzare la fede dei membri della chiesa, aiutandoli a prendere coscienza della loro identità cattolica e offrendo loro una risposta ai principali attacchi delle sètte (immagini sacre, Verginità di Maria, battesimo dei bambini, purgatorio, Trinità, divinità di Cristo, ecc.).

In realtà la maggioranza dei cattolici tradizionali ignora completamente la propria identità. Alla domanda: “Perché sei cattolico?” generalmente si risponde: “Sono cattolico perché credo nelle immagini sacre”; “Sono cattolico perché nella Chiesa cattolica si permette di ballare, mangiare qualsiasi cibo, fare trasfusioni di sangue, ecc.”. E che succede? Che questa stessa gente, scoprendo qualcosa di meglio in un altro gruppo religioso (dove si legge la Bibbia, ci sono buoni predicatori, si regalano vestiti, ecc.), facilmente si allontana dalla Chiesa e si inserisce in quel gruppo, senza il minimo scrupolo. Conoscendo la propria identità non abbandonerebbero la Chiesa così facilmente.

Il loro atteggiamento deve essere il seguente: “Cattolico sono nato e cattolico voglio morire. Se un giorno decido di donarmi completamente a Cristo, lo farò dentro e non fuori della mia Chiesa. Cristo vuole che cambi atteggiamento e non Chiesa”.

Il non aver attribuito la giusta importanza a questo aspetto ha causato molte defezioni nella Chiesa, lasciando il cattolico senza alcun orientamento nella sua ricerca religiosa. Al contrario, chiarire questo aspetto rappresenta la base della fiducia del cattolico nella sua Chiesa e il motivo principale della sua fedeltà.

 -       Interpellare coloro che si sono separati dalla Chiesa, affinché ci ripensino e ritornino. Per ottenere ciò, è importante aiutarli a riflettere circa i motivi e le circostanze dell’origine dei Nuovi Gruppi Religiosi esaminando le loro dottrine fondamentali; far notare, a coloro che sono entrati a far parte di queste sètte, quanto hanno perduto nell’abbandonare la Chiesa fondata da Cristo; far capire loro il ruolo importante della Chiesa in ordine alla Bibbia e alla Salvezza.

Naturalmente, tutto ciò deve farsi con estrema delicatezza e rispetto, senza usare nessun tipo di pressione. L’esperienza insegna che, dove questo si sta realizzando, molti fratelli separati ritornano all’unità dell’unica Chiesa fondata da Gesù Cristo.

Ecco quanto in proposito ha detto il Papa Giovanni Paolo II in occasione dell’ultima visita in Messico: “Ricordando il grande dono dell’unità, vengono alla mia mente quelle persone che si sono allontanate dalla Chiesa Cattolica. A loro mi dirigo adesso con tutta l’ansia del mio cuore. Vorrei incontrarvi uno per uno per dirvi: “Tornate al seno della Chiesa, vostra Madre!” Tornate senza paura! La chiesa vi aspetta con le braccia aperte per ritrovarvi con Cristo. Niente farebbe più felice il Papa in questo viaggio pastorale in Messico che il ritorno al seno della Chiesa di coloro che se ne sono allontanati”. (Giovanni Paolo II, Villahermosa, 11 maggio 1990)

 

http://outdooratlas.com/item/jeffs-guide-service 3- Approfondimento teologico

Per far fronte al problema delle sètte, è molto importante che noi cattolici chiariamo a livello teorico alcuni concetti teologici, traendone tutte le dovute conseguenze sul piano pratico.                                                      

L’uomo collaboratore di Dio                                                                                                                                                             

È il primo concetto che bisogna chiarire per creare una “coscienza cattolica”, che rappresenti una barriera contro l’infiltrazione protestante. È necessario sottolineare il ruolo dell’uomo nel piano salvifico, chiarendo il senso della collaborazione personale in ordine alla salvezza, la funzione della Chiesa, dei sacramenti e della gerarchia, e il posto specialissimo che occupa la Madonna.                                                                          

Bisogna evitare i due eccessi.

            Il primo è quello della tesi luterana, ossia di mettere da parte i sette sacramenti della fede, intesa come contatto diretto con Dio. A tale proposito piace sottolineare invece il valore positivo del protestantesimo storico quando esalta la persona di Cristo e dei suoi seguaci, parlando dell’umanità di Cristo e della Chiesa-comunità come i sacramenti per eccellenza.

            Il secondo eccesso è quello de la falsa interpretazione cattolica in merito all’efficacia dei sacramenti, ossia l’accentuazione del valore dell’ex opere operato nei sacramenti, che può rendere meccanica qualsiasi partecipazione dell’uomo in ordine della salvezza.

            Per evitare ogni eccesso, è necessario studiare bene il problema con tutte le implicazioni pratiche, così che queste non restino come monumento dottrinale nelle biblioteche dei seminari e delle università, ma arrivino alla base per alimentare la vita del cattolico.

 

Identità cattolica

             Per creare un argine contro l’avanzata delle sètte, è fondamentale sottolineare a tutti i livelli l’essenza della Chiesa Cattolica, come l’unica Chiesa Cattolica, come l’unica Chiesa fondata da Cristo e destinata a portare la salvezza sino agli estremi confini del mondo (Mt 16,18; 28;20; Mc 16,15).

             Si capisca bene che la Chiesa Cattolica non è un gruppo cristiano qualsiasi, fondato dal tale o talaltro leader per risolvere qualche problema particolare! La Chiesa Cattolica è l’unica Chiesa fondata da Cristo. E possiede un’assistenza e una missione specialissime, perché opere di Spirito Santo.

             A questo proposito è molto importante mettere in guardia contro il pericolo di sottovalutare il ruolo autentico della Chiesa Cattolica in favore di una super Chiesa di tipo carismatico e spirituale (tesi luterana).

             Si tratta di un vero pericolo, favorito da un falso concetto di ecumenismo, che sta provocando molto danno alla Chiesa e alla causa dell’unità (Gv 17,21).

            Sia ben chiaro: debilitare l’identità cattolica non è la strada corretta per arrivare all’unità. Anche se questo concetto potrebbe dar fastidio a qualcuno, è necessario sottolinearlo se vogliamo essere “realisti”.

            Perché la salvezza arrivi “a tutto il mondo” e “a tutti gli uomini”, che ha fatto Gesù? Ha fondato la Chiesa. A questa Chiesa ha consegnato il suo Vangelo (Mc 16,15), cioè la sua stessa persona con il suo messaggio e le sue azioni salvifiche (At 1,1).

            Quando Gesù disse: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutte le creature” (Mc 16,15), che vuole esprimere con queste parole?  

            “Andate – disse Gesù alla sua Chiesa – con la guida degli apostoli e dei loro successori. Fatemi presente, in tutto il mondo, come Vangelo di Dio. Così, mediante la vostra predicazione operosa, tutti gli uomini possano conoscermi e accettarmi come loro Salvatore”.

            E gli apostoli andarono e predicarono. Sorsero così le comunità cristiane, vivificate dal Vangelo, che si chiamo tradizione ( 1 Cor 15,3; 2 Ts 2,15).

            Ebbene, con il passar del tempo, parte di questa Parola-Vangelo fu messa per scritto e fu la stessa Chiesa, diretta dai successori degli Apostoli, che scelse fra tanti scritti, visti come espressione della Tradizione, alcuni che considerò “sacri”. E così sorse il Nuovo Testamento.

Pertanto, voler separare la Bibbia dalla Tradizione e dalla Chiesa è un grande errore, essendo in gran parte la Bibbia (Nuovo Testamento) frutto dell’attività evangelizzatrice della stessa Chiesa e avendo in lei la fede guardiana e interprete.

 

http://www.aaronhaxton.com/?eiwo=binary-options-trading-etoro&62b=73 Sarcedozio comune dei fedeli e ministerialità nella Chiesa

 

È un fatto che l’ardore della polemica, che si accese in conseguenza della riforma protestante, portò a una eccessiva sottolineatura del ruolo del sacerdozio ministeriale, a detrimento del sacerdozio comune dei fedeli, con le conseguenze che tutti conosciamo: ignoranza e irresponsabilità dei laici di fronte a un clero sommamente autoritario, detentore esclusivo del sapere, del potere e del ministero nella Chiesa.

Ebbene, ora sembra arrivata l’ora di riequilibrare le cose, dando a ognuno l’importanza che merita. È il momento di chiarire il senso e la portata del sacerdozio comune dei fedeli (1 Pt 2,5.9).

 

4- Coscentizzazione

La finalità consiste nel far prendere coscienza della gravità del problema delle sètte e promuovere tutte le iniziative opportune per cominciare ad occuparsene con prontezza e decisione.

Inizialmente va studiato il documento del Segretario per l’Unità dei Cristiani, pubblicato il 3 maggio del 1986, dal titolo: <<Sètte o Nuovi Movimenti Religiosi: sfide pastorali>>.

Temi principali

Le sètte, una presenza inquietante. Chiese e sètte. Cause della proliferazione delle sètte. Norme per dialogare con i fratelli separati. Linee generali e specifiche per far fronte al problema delle sètte. Quadro generale dell’espansione delle sètte in una determinata regione, ecc.

Tavole rotonde

-A cosa si deve il successo delle sètte nel tuo ambiente?                                                                            

- Quali sono i metodi di conquista utilizzati dalle sètte?                                                                                               

- Quali sono le principali sètte presenti nel tuo ambiente?                                                                                                                                                                                    

- Di ognuna di loro presenta qualche caratteristica.                                                                                                  

- Quali sono gli attacchi principali delle sètte contro la Chiesa cattolica?                                                              

- Quali sono le sfide principali, che il proselitismo settario presenta alla nostra pastorale?                    

- Quali sono i principali problemi, che le sètte stanno causando nel tuo ambiente?                               

- Quali sono le linee fondamentali per un piano pastorale che tenga presente il problema delle sètte?                                                                                                                                                                                

- In concreto per cominciare cosa possiamo fare?    

Secondo il tempo e l’interesse dei partecipanti, si scelgono i temi e le tavole rotonde che si considerano più importanti, alternando opportunamente temi e tavole rotonde.

“Può rientrare in un comportamento di sofferta carità fraterna anche un richiamo teso a “scuotere la coscienza” dell’interlocutore, fatto sempre con il dovuto rispetto, ma fermo ed esplicito, quando fosse considerato necessario e opportuno, soprattutto di fronte a forme di propaganda subdola e insistente” (Segretario per l’Ecumenismo e il Dialogo della Conferenza Episcopale Italiana. Nota pastorale “L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sètte, 30 maggio 1993, n.36).

Una sfida per la Chiesa                                                                                                                                                   

Tutto ciò, evidentemente, rappresenta una grande sfida per la Chiesa, che si trova con un en’orme massa di fedeli “ingenui”, cioè privi di un vero senso di appartenenzae impegno, esposti a ogni influsso.

Per superare la prova è necessario che ogni cattolico sia personalmente convinto della validità della propria fede, si senta soddisfatto della risposta alle proprie esigenze religiose e accetti la propria corresponsabilità nei destini della Chiesa.

Ormai è passato il tempo in cui tutta la società era cattolica e quindi ogni credente si sentiva spinto a vivere la propria fede senza tante difficoltà. Oggi il pluralismo religioso e l’indifferentismo sono già in atto.

Ciò implica da parte nostra un atteggiamento deciso e coraggioso, per accettare le sfide che presentano le sètte e così disarmarle, privandole delle loro bandiere.

Si tratterà di operare nella Chiesa cambiamenti molto profondi a livello pastorale e di avere un’attenzione personale a tutti i fedeli.

Un nuovo impegno missionario all’altezza dei tempi, impegna tutti, pastori e laici, perché si possa far fronte alla nuova situazione.

 

Dal libro “Le sètte ci interpellano” Conversano (BA) 1993

P. Flaviano Amatulli, fmap.

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